1. Con la sentenza del 31 ottobre 2016, n. 4562, il Consiglio di Stato ha accolto la domanda di risarcimento proposta da un operatore che, dopo essere risultato aggiudicatario di un appalto pubblico avente ad oggetto l’esecuzione dei lavori di collettamento delle acque meteoriche, è stato escluso dalla gara per effetto dell’esito negativo del sub-procedimento di verifica dell’anomalia.

  1. Con la sentenza del 14 ottobre 2016, n. 1865, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sez. IV, ha affrontato la delicata questione concernente il grado di diligenza richiesto alle imprese partecipanti ad una gara pubblica espletata mediante l’uso dI strumenti elettronici, nonché i possibili profili di responsabilità imputabili alla pubblica amministrazione.

Il D.lgs. n. 50/2016 (c.d. nuovo codice appalti) ha attribuito all’ANAC (anche) la competenza a dettare la normativa secondaria preordinata ad orientare le stazioni appaltanti ad assicurare la corretta applicazione delle norme sull’evidenza pubblica e gli operatori economici ad avere una conoscenza, certa e precisa, di quelli che sono gli adempimenti da compiere per la regolare partecipazione alle procedure di gara; lo strumento per consentire all’Autorità di assolvere a tale compito è stato individuato dal legislatore nelle Linee guida.

Con la sentenza in epigrafe, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio è stato chiamato a pronunciarsi su una interessante questione concernente l’ammissibilità (o meno) di un ricorso con il quale le imprese aggiudicatarie di un appalto pubblico hanno dedotto l’illegittimità del parere ex art. 6, comma 7, lett. n) del D.lgs. n. 163/2006, che l’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.A.C.) ha reso alla Regione Umbria in merito alla possibilità  di ammettere una varante in corso d’opera nell’esecuzione dei lavori di allacciamento tra la Rete Ferroviaria Italiana e la piattaforma ferroviaria logistica Terni-Narni.

Con due recenti pronunce, entrambe depositate il 24 aprile 2013, la n. 4126 e la n. 4130, la Sezione I-ter del TAR Lazio, Roma, interviene sul dibattuto tema dell’ammissibilità del ricorso dell’istituto dell’avvalimento ai fini del possesso della certificazione di qualità, richiesta come requisito di partecipazione.

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